La guerra asimmetrica colpisce Mosca e il Mar Nero: droni ucraini sugli hub della logistica russa e caos sulle rotte commerciali

l’Ucraina ha intensificato la sua strategia di logoramento asimmetrico nel cuore del territorio russo, colpendo con uno sciame di droni i depositi logistici dell’azienda Wildberries a sud di Mosca, provocando 5 morti e devastanti incendi alle infrastrutture digitali e commerciali del Cremlino, mentre la controffensiva missilistica russa ha risposto prendendo di mira la capitale Kiev con 27 vettori balistici. Al contempo, il bacino del Mar Nero è diventato lo scenario di un’escalation speculare, dove attacchi mirati a navi mercantili e la pioggia di detriti di droni intercettati sulle coste balneari della regione di Krasnodar e della Crimea occupata hanno causato decine di vittime civili, minacciando direttamente le rotte commerciali marittime e spostando l’asse del conflitto dalle trincee terrestri del Donbass ai nodi economici e infrastrutturali vitali per l’economia di guerra di Vladimir Putin.
 
Questa asimmetria operativa dimostra come l’Ucraina stia cercando di compensare la lentezza dei movimenti sul fronte terrestre nel Donbass — dove la Russia avanza a prezzo di perdite altissime — spostando il baricentro del conflitto sui nodi economici russi. Colpendo i depositi alle porte di Mosca e minacciando costantemente le rotte di navigazione nel Mar Nero, Kiev punta a rendere insostenibile il costo logistico e finanziario della guerra per l’apparato industriale di Vladimir Putin.

 

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